Dall'università alla scuola : un'inchiesta dell'Istituto di storia dell'arte dell'Università di Pisa
Milano : Edizioni di Comunità, 1961
Abstract/Sommario:
Da dieci anni l'istituto di Storia dell'Arte dell'università di Pisa fonda una parte del suo lavoro educativo su vasti ed articolati « Questionari » generali e speciali, destinati a conoscere i singoli studenti e ad incontrare realmente le loro necessità ed esigenze differenziate e scalate, assicurando da parte dei docenti e degli assistenti un contributo il più possibile effettivo e stabile alla formazione dei giovani, e adeguando metodi e contenuti dell'insegnamento e dell'esperienza ...; [leggi tutto]
Da dieci anni l'istituto di Storia dell'Arte dell'università di Pisa fonda una parte del suo lavoro educativo su vasti ed articolati « Questionari » generali e speciali, destinati a conoscere i singoli studenti e ad incontrare realmente le loro necessità ed esigenze differenziate e scalate, assicurando da parte dei docenti e degli assistenti un contributo il più possibile effettivo e stabile alla formazione dei giovani, e adeguando metodi e contenuti dell'insegnamento e dell'esperienza di studi alle diverse capacità e condizioni individuali. I risultati ottenuti dalla redazione dei « Questionari » negli anni 1954-1960, accuratamente campionati, analizzati e commentati, hanno fornito la materia di questa inchiesta, la quale vuol essere anzitutto un documento oggettivo della situazione esistente anche nelle migliori Facoltà di lettere e di filosofia, con particolare riguardo alla preparazione scientifica e didattica dei futuri studiosi ed insegnanti. L’indagine riguarda 187 studenti del terzo anno di corso, cioè alla vigilia della laurea in lettere, provenienti da ogni parte d'Italia, dell'età media di 23 anni. Gli accertamenti principali vertono su questi punti: capacità generale di cultura, elementi della formazione morale e intellettuale e dell'orientamento degli studenti; profilo delle personalità anche mediante la documentazione di altri interessi, di altre attività, di altre esperienze e di altri impegni; consapevolezza come studenti e come cittadini della posizione di fronte all'università, alle facoltà, agli insegnamenti, agli ordinamenti degli studi, alle condizioni sociali degli studi; risultati concreti degli studi secondari ed universitari; disponibilità culturale diretta o indiretta per la comprensione e lo studio dell'arte, nella più larga accezione del termine. Le conclusioni che sono state ricavate da questa larga e continuata inchiesta confermano diagnosi e rilievi già noti per altre vie, ma li completano per aspetti meno controllati o trascurati, li precisano e li coordinano, e soprattutto hanno il pregio di non essere presuntive, ma di derivare direttamente dalla collaborazione spontanea degli studenti che ha consentito di constatare la realtà delle condizioni degli studi, le loro inadempienze, le urgenti necessità e le richieste di provvedimenti e di riforme, la scelta delle riforme veramente valide ad assicurare un servizio universitario socialmente più utile ed intrinsecamente più valido di quello attuale. Per il suo fondamento e per l'estensione delle prove, questa inchiesta che precisa le linee di una situazione cruciale, e cioè il rapporto tra università che forma e prepara gli insegnanti e la scuola pubblica e la ricerca scientifica, potrà dare a tutti coloro che sono interessati a questo problema elementi di giudizio ed orientamenti sicuri. Tra il 1961 ed il 1970 la popolazione scolastica delle scuole pubbliche di istruzione di secondo grado e classico-tecnico-professionali sarà di 3 milioni 881 mila unità. Occorreranno, oltre alle scuole, alle aule, agli strumenti didattici, alle borse di studio ecc., oltre 120 mila insegnanti. Oggi in Italia si avviano all’insegnamento, ogni anno, circa 5.300 laureati. Perciò il problema della formazione scientifica e didattica degli insegnanti è fondamentale per l'avvenire civile del Paese, e deve essere posto con assoluta priorità e tempestivamente pianificato, de-stinando le risorse economiche indispensabili per la scuola, per i docenti e per gli studenti, varando finalmente le riforme degli ordinamenti didattici che si impongono, nel quadro dell'autonomia universitaria.
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